Moll Flanders is teaching me about real life

mercoledì, 01 luglio 2009
 

Penso che sicuramente dopo questa lettura avrò un brillante futuro da ladra o acchiappa-mariti, nel caso le cose si mettano non troppo bene. Non si può dire che si sia dunque rivelato uno spreco di tempo o una lettura infruttuosa.
Voglio uscire dal tunnel degli esami, non ne vedo l'ora. E voglio uscirci con un sorriso sulle labbra possibilmente.
In realtà ci sono tante cose che mi stanno dando meravigliose soddisfazioni al momento attuale, ma questo stress da esami mi rende tutto un po' sfocato e non me lo fa percepire fino in fondo. Mi sembra di percepire molti rapporti intorno a me maturare in modo naturale e sano, a partire da quello con Mauro of course (un anno e mezzo <3), per finire con amici vari che si rivelano personaggi sempre più vividi e importanti nella mia vita.
E anche io di tanto in tanto riesco a darmi qualche piccola soddisfazione, anche se non riesco mai ad essere troppo giusta o troppo severa con me quando ce ne sarebbe motivo. Insomma, non sarei una buona madre di me stessa. E mi rendo sempre più conto delle mille cose su cui dovrei mettermi a lavorare, perchè ci sono limiti nella mia vita che proprio non tollero e che devono sparire.
Il 26 di inglese mi ha detto qualcosa. Ho deciso di prenderlo per quello che era: un "nonfarlomaipiù" da impormi assolutamente, perchè ho scherzato troppo col fuoco e ho contato troppo sulla mia abilità di salvarmi all'ultimo... per non parlare della mia bravura a posporre tutti quei problemi che ritengo troppo faricosi da chiarire nel momento e che poi ovviamente diventano semplicemente valanghe che mi travolgono e mi lasciano più intontita e disorientata di prima.

Vorrei ricominciare seriamente a leggere manga. Sottolineo seriamente perchè più o meno qualcosa seguivo o leggevo ancora, ma dopo Honey and clover ho avuto la tentazione di pensare che nulla potesse essere così bello, così perfetto, così Takiko (inteso in questo caso non come sinonimo di perfezione ma come sintetizzazione del concetto che questo manga mi rappresenta fino al midollo... e sono anche perfetta però, sisi). Questo perchè ho ricominciato a leggere libri pesanti e inizio a percepire il bisogno di svagare ogni tanto con roba di qualità ma meno complicata (Kaze no sonata potrebbe aiutarmi o farmi solo incazzare? chissà...). E poi mi manca leggere manga a volte...

In teoria dovrei tornare a leggere. Temo che da questa sessione esami (di letteratura), ne uscirò con parecchie diottrie in meno e un bagaglio culturale di notevole peso. Per esempio ora so perfettamente come rubare un orologio d'oro a una vecchia signora del settecento Inglese. Utile.

Takiko♥ wrote at 23:36
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do i really want ?

giovedì, 25 giugno 2009
 


If you really want to, you can hear me say
Only if you want to will you a way.
If you really want to you can seize the day.
Only if you want to will you fly away.

Più il tempo passa e più aumenta la percezione di me come una specie di banderuola al vento. Non parlo solo di stati d’animo, ma proprio di modi di sentire la realtà che mi circonda. Un giorno mi sveglio e penso che tutto sia magnifico e poi magari già qualche ora dopo, una piccola cosa sbagliata e incastrata male nel puzzle generale mi porta a pensare che tutto intorno a me sia da rivedere. E’ ovvio che il problema non è la realtà intorno a me, che per quanto multiforme sicuramente non cambia con questa velocità disarmante. Sono io a cambiare a ogni istante: è come se ci fossero mille schegge di me che si alternano e hanno qualcosa da dire sul mondo, ognuna un pensiero e una emozione diversa. Per tanto tempo ho cercato (e questo blog nel suo buffo e infantile modo ne è testimone) una qualche stabilità nella vita, ma ora capisco sempre di più che cercarla fuori da me è impossibile se non altamente pericoloso.
Mi faccio seriamente paura a volte: ho reazioni che non capisco e dopo pochi secondi non riconosco nemmeno come mie. Vorrei capire come rendere più sano tutto ciò. A volte ho serie difficoltà a capire io stessa che cosa si celi dietro i miei momenti no e le mie crisi. Se siano cose vere e reali a cui dovrei prestare attenzioni, se siano capricci da far tacere o solo paure che prendono forma dentro di me. Vorrei poter smettere di avere paura, vorrei poter pensare che non c’è nulla che mi possa far male e buttarmi, sbagliarmi e poi sorridere e riprovare. Ci sono tante persone che ci riescono, perché io no? Io ho paura dell’errore, è la cosa che mi terrorizza di più. Ma se non sbagli, non cresci ed è un assioma valido per ogni campo della vita. Io non mi butto mai, calcolo sempre i rischi in modo maniacale e a volte esagero. Penso sia pigrizia, ma forse ci sono altre componenti che mi fermano, molto più complicate da scardinare.
Rispetto a quando ero piccola ho fatto molti passi, ma mi rendo conto che, per l’età che io ho ora, non bastano affatto, dovrei fare molto di più e non so da dove partire.
Essermi chiusa così tanto sicuramente mi ha protetta, ma mi ha anche quasi resa priva di ogni arto per agire. E ora che vorrei provarci (o forse dovrei, e più sento la necessità più vorrei compiere questo passo) mi sembra che a me sola venga precluso tutto. Non riesco a togliermi questo pensiero dalla testa.
Vorrei cambiare occhi e vedere quello che ho intorno a me con chiarezza e non con gli occhiali rosa e grigi dell’emozione momentanea. Vorrei certezze su di me e su chi mi circonda. Soprattutto su di me.
Quando ero piccola, ero davvero un po’ come Mishima. Mi ero chiusa in un mio mondo che potevo governare come meglio volevo, a seconda dei miei bisogni. Certo, non avevo la sua vena poetica e romantica, e il mio mondo era più semplice e banale, ma era più sicuro di qualunque cosa ci fosse fuori da esso.
E ora, una volta uscita da quel meccanismo, quando vedo la realtà intorno a me entro in crisi perché non si lascia piegare a mio piacimento come faceva il mio mondo. Un altro meccanismo da cui uscire.
Le persone sensibili pagano sempre il fio d'esserlo, ma si spera che dietro questa lotta, per chi la supera e vince, ci sia qualcosa di più luminoso...

Listening: Enya – Only if

Takiko♥ wrote at 10:07
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Hataraki Takiko

mercoledì, 17 giugno 2009
 

C'è qualcosa di seriamente inquietante in me se mi ritrovo a scrivere nel blog proprio nel momento in cui sono più stanca mentalmente... ma perchè non ho aggiornato prima che ero più rilassata? Bah...
Ho passato inglese con un voto che (per citare Mary) non mi permette più di rifiutare o di pensare che ormai le lingue non sono roba per me. Insomma, qualcosa tutto questo vorrà pur dire, no?
E poi la follia di fine primavera è arrivata con un biglietto aereo per Palermo comprato una settimana prima di scendere che mi ha regalato giorni veramente meravigliosi. Certo qualche inconveniente e qualche persona di troppo ci sono comunque stati, ma felicemente devo ammettere che i momenti belli hanno ripagato e fatto dimenticare tutto quello che piacevole non era.
Di nuovo a Pinerolo, con un tempo che cambia con più frequenza del mio umore (non pensavo potesse esistere nulla del genere ma la vita è piena di conferme mancate) ma che per fortuna oggi, giorno in cui dopo tanto tempo tornavo a studiare vagonate di pagine, si è stabilizzato in un cielo scuro, freddo e minaccioso. Il tempo perfetto per lo studio.
Sono tornata piena di propositi, qualcosa di veramente innovativo dato che di solito tornavo da Palermo triste e basta. Ma sarà la letteratura, materia che sempre mi ha affascinato, sarà il fatto che in mezzo a tanto sesso e noia ci sono anche Soseki e Mishima, ho trovato molta più carica di quello che mi aspettavo. Ci tengo veramente tanto a questo esame, la mia mente non riesce a non vederlo come una sorta di conferma. Conferma a cosa devo ancora capirlo, ma il peso non cambia.
Mi piace quando sono così perchè nonostante la stanchezza, mi sento produttiva e percepisco di meno lo scorrere del tempo attorno a me. Mi sembra che tutto abbia un senso, che ogni cosa sia al posto giusto.

Takiko♥ wrote at 14:22
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English sucks!

domenica, 24 maggio 2009
 

Partiamo dal presupposto che il prossimo che mi viene a dire che l'inglese è semplice lo corco di botte.
Sto impazzendo dietro a questo esame. In parte anche mea culpa, che mi annoio così tanto che a volte non leggo bene l'intera domanda prima di rispondere (ehm... già), a volte me le cerco nel modo più sublime e imbecille che possa esistere.
Però è anche vero che quelle regole tipo "mah... in realtà sono più o meno la stessa cosa... però sai, a suono si sente che ne usi uno piuttosto che l'altro...".

...

Ma lo sentirai tu, madrelingua ciospo!
E l'ironia serve anche per nascondere un po' la disperazione, perchè questo esame so che non andrà come io vorrò all in all, e ci rimarrò male... E vuole anche dire che degli altri due di questa sessione o 30 o morte, perchè dopo questo esame avrò bisogno di far risalire la media in modo vertiginoso altrimenti posso anche iniziare a famigliarizzare con voti di laurea minori del 110 e lode... Ed essendo associale, la cosa mi peserebbe.
Preferisco evitare di starci male ora, la prendo sul ridere e speriamo che vada tutto bene...

Per il resto la vita scorre.
Fa caldo, e inizio ad avere paura. C'è troppa afa per essere solo a fine maggio e questo mi terrorizza, perchè vorrei evitare l'estate più calda da anni se fosse possibile. Non tanto qui a Pinerolo, ma quanto a Palermo, che già di suo sembra un forno d'estate. Lo svenimento di venerdì in piscina vorrei non fosse un trailer di tutta questa estate.
Per dedicarmi a inglese ho momentaneamente messo da parte la lettura. Ciò non mi turba affatto, anche perchè finito questo, per gli altri esami non dovrò fare altro che leggere libri su libri (esami di letteratura). Un piacevole e incredibilmente forzato invito alla lettura, direi.

Ammetto che vorrei essere a Palermo in questo momento, sapere di non avere nulla a cui pensare e aspettare la sera per andare a fare il bagno con Mauro a Mondello... Mi basterebbe questo per stare bene.

Takiko♥ wrote at 09:59
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i'm back again

venerdì, 15 maggio 2009
 

Non maratonavo un libro in una giornata da anni.
Penso proprio di essere tornata.
The Strokes - What ever happened

Takiko♥ wrote at 20:53
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知らãªã„

giovedì, 07 maggio 2009
 

Che la vita fosse fatta a periodi questo l'avevo capito da anni. Che però periodi belli dovessero per forza portare poi con loro periodi orrendi, questo non me lo aspettavo. Soprattutto non mi aspettavo tanta celerità nel cambiamento.
E alla fine ci si trova a casa, con la febbre a pensare che le speranze che si erano messa in qualcosa si sono frantumate (ma quando lo dico penso al fatto del lavoro o penso ad altro? sii sincera Ale), che persone con cui stavo bene e soffrivo a pensare un giorno ci saremmo separate ora mi risultano difficili da sopportare o mi pesa averci a che fare, pensi di aver capito quale sia la strada della tua vita ma capisci che non esiste in realtà o che è solo un abbozzo da cercare altrove, forse più lontano di quanto ti puoi o vuoi permetterti. E sono qui, a meno di un mese dal primo esame, con una voglia di piangere pazzesca.
Mi sembra che tutti i progetti, tutte le speranze, tutto mi stia crollando addosso lasciandomi sempre più ferita, sempre più cinica, sempre più disperata.
E no, non voglio nessuno che mi abbracci e mi dica che passerà in fretta. E' una fottuta bugia. Ho già mentito a me stessa troppe volte, non voglio anche un'altra persona che lo faccia per me. Non voglio essere abbracciata, non voglio una soluzione, non voglio nulla.
Spero solo che da qualche parte riesca di nuovo a trovare in me la forza di costruire di nuovo. Non è nemmeno la fatica che mi fa tentennare, ma è la frustrazione di avere visto che alla fine tanto crolla tutto che mi blocca.
Non so nemmeno più se la voglio questa laurea. Non lo so più.

Takiko♥ wrote at 13:30
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pensa pensa pensa

venerdì, 01 maggio 2009
 

Odio prendere decisioni. Ho sempre paura di sbagliare e di fare una cazzata. Ho sempre paura di ferire qualcuno, me compresa.
Vorrei che prenderle fosse più facile, d'altronde... A volte mi ritrovo a pensare che è meglio avere decisioni da prendere nella propria vita, che non averne in assoluto. Deve essere una delle cose che ti rendono più vivo: il tormento.
Eppure vorrei davvero che fosse più facile e semplice.
O forse vorrei solo che io reagissi in modo diverso alle cose, in maniera più "sana" e meno ansiosa. E soprattutto che non reagissi sempre come se le parole altrui potessero sollevarmi dall'angoscia. Dovrei imparare ad essere più responsabile in queste cose, e imparare a pensare che anche io posso capire cosa è giusto e cosa no e poi essere sicura della mia scelta.

Takiko♥ wrote at 21:00
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Lei
Maybe that's all family really is. A group of people who miss the same imaginary place.
Takiko, aka Alessandra.
Ragazza ventenne che studia lingue orientali. Devota ai manga e alla cioccolata. Drogata di Twilight e schiava fedele del signor E. Cullen. Egocentrica, chiacchierona, intelligente e per questo motivo sa fingersi stupida quando preferisce, teinomane (o teina dipendente, come preferite), grande lettrice, timida, fragile, sospettosa, instabile, dolce, bugiarda, pigra, maliziosa, geisha inside, donna inquietante, piena di fobie...

~ DREAM A LITTLE DREAM OF ME
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Perchè alla fine io torno sempre qui. I viaggi della vita mi portano lontana, ma io torno sempre a casa mia. Quel luogo mentale in cui sei tu, in cui dici quello che pensi e quello che vuoi veramente, in cui tutti i tuoi veli cadono, lasciandoti nudo e finalmente libero da rigidi schemi. Soshite, tadaima.
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